BIOLOGICO IN EUROPA

REGOLAMENTO DEL BIOLOGICO EUROPEO

Il regolamento europeo non si limita a dettare le norme tecniche ma stabilisce un regime di controllo che garantisce che tutti i produttori biologici vengano ispezionati da un organismo nazionale di controllo incaricato dal ministero dell’agricoltura o da un’altra autorità competente.

Il controllo è esteso a tutte le fasi del processo di produzione, compresi l’immagazzinamento, la trasformazione, l’imballaggio e la vendita. Almeno una volta all’anno sono effettuate ispezioni (spesso non preannunciate) nelle aziende e controlli di tutte le loro strutture. Le sanzioni previste in caso di infrazione delle norme sono il ritiro immediato del diritto a utilizzare il logo europeo e ogni altro riferimento.

AGRICOLTURA BIOLOGICA IN EUROPA

Attualmente nell’Unione Europea a 27 paesi, quella biologica rappresenta il 5% circa dell’intera superficie agricola utilizzata (in più Paesi supera il 10%), e continua ad esprimere un trend di crescita: in Europa, nel periodo tra il 2001 (5,4 milioni di ettari) e il 2010 (10 milioni di ettari) il tasso medio annuo di crescita è stato del 7,5%. Il fatturato è aumentato ad un tasso medio annuo dell’11% dal 2004 al 2010.

L’agricoltura biologica europea copre quasi 8 milioni di ettari (un quarto della superficie biologica mondiale), interessa oltre 197.000 aziende (quasi il 10% del totale mondiale); il mercato europeo rappresenta metà del mercato globale. La superficie biologica presticide-free europea equivale a quelle del Massachussets, Vermont, New Hapshire e Connecticut messe assieme.

L’Italia detiene il primato anche per numero di aziende: sono oltre il 24% di quelle europee, con ben 41.807 aziende agricole e 5.592 imprese di trasformazione e distribuzione (dati 2010).